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May 25

amare per sempre

 
 
 
E sto abbracciato a te 
senza chiederti nulla, per timore 
che non sia vero 
che tu vivi e mi ami. 
E sto abbracciato a te 
senza guardare e senza toccarti. 
Non debba mai scoprire 
con domande, con carezze, 
quella solitudine immensa 
d'amarti solo io.
 
 
May 22

IL BOUQUET di j.prevert

Per te per me
lontano da me vicino a te
con te contro di me
ogni battito del mio cuore
è un fiore bagnato del mio sangue
Ogni battito è il tuo
ogni battito è il mio
con te ogni tempo per tutto il tempo
La vita è una fioraia
la morte un giardiniere
Ma la fioraia non è triste
il giardiniere non è cattivo
il bouquet è troppo rosso
e il sangue troppo vivo
la fioraia sorride
il giardiniere aspetta
e dice Avete tutto il tempo!
Ogni battito dei nostri cuori
è un fiore bagnato di sangue
il tuo il mio
lo stesso nello stesso tempo.

May 18

SCUSATE

UN BACIONE A TUTTIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII E SCUSATEMIIIIIIIIIII MOLTO SE NON SONO STATA MOLTO PRESENTE
MA GLI IMPEGNI DI LAVORO E DI UN NIPOTINO
MI  PORTANO PURTROPPO A TRASCURARE  GLI AMICI
CIAOOOOOOOOOOOOOO
UN BACIONE LA VOSTRA ROMYYYYYYYYYYY!!!!!!!!!!!!!!!
SPERO DI RIUSCIRE A PASSARE  DA  VOI
April 15

Discussione su YouTube - Sguardi di Luna

 

Citazione

YouTube - Sguardi di Luna
 
 

QUESTO VIDEO E' TROPPO BELLO MI FA RICORDARE TE MIO DOLCE ERIK

February 05

amore

San Valentino, per chi un amore non ce l'ha
E… tu chiami amore…
se ancora
non ce l’hai,
e tu chiami amore…
se c’è chi,
il tuo cour non sa sentire.
Lascia scorrere
su di me,
le tue carezze
ed i tuoi baci,
saran per me
quelli che la vita
fino a ieri,
mi ha negato.
Donami quel sorriso
che dentro te
non vuol morire
e per un attimo
con te saro' felice.
E… tu chiami amore…
quando la sera,
non vuoi vivere
solo di ricordi,
 saro' con te
e ti accompagnero'
nel sonno,
fino al risveglio del mattino.
E… tu chiami amore…
con occhi socchiusi,
ed io con te
nel caldo del tuo cuore,
saro, fin quanto
ogni sordo avrà sentito
e le tue mani si ritroveranno
a spasso nella vita
con chi ti sentirai
battito del suo cuore.
E… tu chiami amore
mentre in punta di piedi
usciro’ dalla tua vita.
e quando ogni sera
guarderai su nel cielo,
perché nei tuoi occhi,
leggero',
se… dovrò'
tornare sulla terra.
December 22

DOLCISSIMA NOTTE

Il firmamento tutto stellato ispira un pensiero dolce e incantato, è l'augurio sincero degli angeli in coro che portano a te la mia buonanotte e sogni d'oro!
December 13

dolce notte a tutti voi

Buonanotte dal profondo del mio cuore e sogni d'oro dal profondo della mia anima.

UN CANTO DI NATALE di charles dickens

 Corse alla finestra, l'aprì e sporse fuori la testa; niente nebbia, niente bruma; una giornata chiara, luminosa, gioviale, stimolante, fredda; un freddo che frustava il sangue e metteva voglia di ballare; un sole d'oro, un cielo incantevole; aria fresca e dolce; campane gioiose. Oh, splendido, splendido!
"Che giorno è oggi?", gridò Scrooge, verso la strada, a un ragazzo vestito a festa, che forse si era fermato proprio per guardare lui.

"Eh...?", rispose il ragazzo, con tutto lo stupore di cui era capace.
"Che giorno è oggi, mio bel figliolo?", chiese Scrooge.
"oggi...", replicò il ragazzo, "ma come? È Natale!"
"È Natale", disse Scrooge a se stesso. "Non l'ho lasciato passare. Gli spiriti hanno fatto tutto in una notte sola. Possono fare qualunque cosa vogliono, naturalmente; naturalmente, possono fare qualunque cosa vogliono!" "Senti, ragazzino."
"Sì", rispose il ragazzo.
"Sei un ragazzino intelligente", disse Scrooge, "un ragazzino straordinario. Sai se hanno venduto quel tacchino che c'era appeso in mostra alla bottega? Non il tacchino piccolo, ma quello grosso."
"Quale, quello grosso come me?", rispose il ragazzino.
" - Che ragazzino delizioso! E un piacere parlare con lui. - Sì, figliolo mio."
"C'è ancora appeso adesso", replicò il ragazzo.
"C'è", disse Scrooge. "Va' a comperarlo."
"È matto!", rispose il ragazzo.
"No, no", disse Scrooge. "Va' a comperarlo, e di che lo portino qui, perché possa dare l'indirizzo dove deve essere mandato. Ritorna col commesso e ti darò uno scellino; ritorna con lui in meno di cinque minuti e ti darò mezza corona."

Il ragazzo partì come una palla di fucile; e chi avesse potuto far partire una palla con una velocità pari a metà della sua avrebbe dovuto avere la mano ben ferma sul grilletto.
"Lo voglio mandare a Bob Cratchit", mormorò Scrooge, fregandosi le mani e scoppiando in una risata. "Non saprà chi è che glielo ha mandato. E grande il doppio di Tiny Tim. Nessuno ha mai fatto uno scherzo così ben riuscito come quello di mandare quel tacchino a Bob."
La calligrafia con la quale scrisse l'indirizzo non era molto ferma; tuttavia, in un modo o nell'altro, lo scrisse, poi scese giù ad aprire la porta di strada per trovarsi pronto all'arrivo del commesso del pollaiolo. Mentre stava sulla porta, aspettandolo, gli cadde sott'occhio il batacchio.
"A questo vorrò bene finché vivo", gridò Scrooge, accarezzandolo con le mani. "E dire che prima lo avevo appena guardato! Che espressione onesta c'è in quella faccia! E un batacchio magnifico. Ma ecco il tacchino. Hello, come state? Buon Natale!"
Quello era un tacchino! E impossibile che quell'uccello fosse mai stato in piedi. Le zampe gli si sarebbero piegate sotto in un minuto, come bastoncini di ceralacca.
"Ma è impossibile portarlo fino a Camden Town. Bisogna che prendiate una carrozza."

Il risolino col quale pronunciò queste parole, e quello col quale pagò il tacchino, e quello col quale pagò la carrozza, e quello col quale ricompensò il ragazzo, furono superati soltanto da quello col quale tornò a sedersi senza fiato sulla sua sedia, continuando a ridere finché non gli venne da piangere.
Farsi la barba non fu cosa facile perché la mano continuava a tremargli molto; e farsi la barba è una cosa che richiede attenzione anche quando uno, facendosela, non si mette a ballare; pure, se si fosse tagliato la punta del naso, ci avrebbe messo sopra un pezzetto di cerotto e sarebbe stato perfettamente soddisfatto lo stesso.

Si vestì dei suoi abiti migliori, e finalmente uscì in strada. In questo momento la gente stava uscendo dalle case, così come egli l'aveva vista in compagnia dello Spettro del Natale Presente. E Scrooge, camminando con le mani dietro la schiena, guardava tutti quanti con un sorriso compiaciuto. Per dirla in breve, aveva l’aria così irresistibilmente piacevole che tre o quattro tipi di buon umore dissero "buon giorno, signore, buon Natale", e Scrooge disse spesso, più tardi, che di tutti i suoni gioiosi che egli aveva mai udito, quelli al suo orecchio erano stati i più gioiosi.
Non aveva fatto molta strada, quando vide venirgli incontro quel signore imponente che il giorno prima era entrato nel suo ufficio dicendo: "La ditta Scrooge e Marley, credo". Sentì un colpo al cuore nel pensare all'occhiata che gli avrebbe dato il vecchio signore nel momento in cui si fossero incontrati; ma conosceva ormai quale strada gli si apriva diritta dinanzi e la prese.
"Caro signore", disse Scrooge, affrettando il passo, e prendendo il vecchio per ambe le mani, "come state? Spero che abbiate avuto successo ieri. E stato molto gentile da parte vostra. Buon Natale, signore!"
"Il signor Scrooge?"
"Sì", disse Scrooge: "questo è il mio nome, e ho paura che non vi riesca molto gradito. Permettetemi di chiedervi scusa, e vogliate avere la bontà... " e qui Scrooge gli sussurrò qualcosa all'orecchio.
"Signore Iddio!", gridò il signore, come se gli fosse stato mozzato il fiato. "Mio caro signor Scrooge, parlate sul serio?"
"Per favore", disse Scrooge, "neanche un soldo di meno. In questa somma, vi assicuro, sono compresi molti arretrati. Volete farmi questo favore?"
"Ma, caro signore", disse l'altro, stringendogli la mano, "non so che cosa dire di fronte a una simile munifi..."
"Non dite niente, vi prego", replicò Scrooge. "Venite a trovarmi. Verrete a trovarmi?"
"Ma certo", esclamò il vecchio signore, ed era chiaro che diceva sul serio.
"Grazie", disse Scrooge, "vi sono molto obbligato. Vi ringrazio mille volte. Dio vi benedica."

Si recò in chiesa, passeggiò per le strade, guardò la gente che si affrettava in tutte le direzioni, accarezzò bambini sulla testa, rivolse la parola ai mendicanti, guardò dentro le cucine delle case e dentro le finestre, e trovò che tutto quanto gli procurava piacere. Non aveva mai sognato che una passeggiata, che una cosa qualunque potesse dargli tanta felicità. Nel pomeriggio si diresse verso la casa di suo nipote.
Passò e ripassò davanti alla porta una dozzina di volte, prima di avere il coraggio di andar su e bussare. Finalmente si decise e lo fece.
"E in casa il vostro padrone, mia cara?", disse Scrooge alla domestica. Ragazza graziosa, davvero!
"Sì, signore."
"Dov'è, amor mio?", disse Scrooge.
"E in sala da pranzo, insieme con la signora. Vi accompagno di sopra, col vostro permesso."
"Grazie, lui mi conosce", disse Scrooge, che aveva già la mano sulla maniglia della sala da pranzo. "Entrerò qui, mia cara."
Fece girare la maniglia pian piano, e si affacciò alla porta semiaperta. Stavano guardando la tavola apparecchiata con un gran lusso, perché i padroni di casa, quando sono giovani, sono sempre nervosi su questo punto e vogliono esser sicuri che tutto sia in perfetto ordine.
"Fred!", disse Scrooge.
Signore! come trasalì la sua nipote acquisita! Per un attimo Scrooge si era scordato che c'era anche lei, seduta in un angolo, col panchettino sotto i piedi; altrimenti non lo avrebbe fatto di certo.
"Ma come, benedetto Iddio", gridò Fred, "chi è mai?"
"Sono io, tuo zio Scrooge. Son venuto a pranzo. Vuoi lasciarmi entrare, Fred?"
Lasciarlo entrare! E un miracolo che, stringendogli la mano, non gli staccasse addirittura il braccio. Si sentì a casa propria in cinque minuti. Non c'era nulla che potesse essere più cordiale. Sua nipote aveva esattamente lo stesso aspetto, e così Topper quando arrivò, e così la sorellina paffutella quando arrivò e così tutti quanti quando arrivarono. Festa meravigliosa, giochi meravigliosi, armonia meravigliosa, felicità meravigliosa.
Però la mattina seguente arrivò presto in ufficio. Oh, se ci arrivò presto! Solo poter arrivare per primo e sorprendere Bob Cratchit che arrivava in ritardo: era questa la cosa che più gli stava a cuore.
E vi riuscì; sì, vi riuscì. L'orologio batté le nove - niente Bob; le nove e un quarto - niente Bob. Era ben diciotto minuti e mezzo in ritardo. Scrooge stava seduto con la porta spalancata, in modo da poterlo veder entrare nella cisterna.
Si era levato il cappello e la sciarpa prima di aprire la porta, e si arrampicò in un baleno sul suo panchetto, correndo via con la penna come se tentasse di riacchiappare le nove.
"Ehi là!", grugnì Scrooge, con la sua voce consueta, imitandola il più fedelmente possibile. "Che cosa significa arrivare a quest'ora?"
"Vi chiedo mille scuse, signor Scrooge", disse Bob, "sono in ritardo."
"Davvero?", ripeté Scrooge. "Sì, credo che siate in ritardo. Venite un momento qua, per favore!"
"Una volta sola all'anno, signor Scrooge", supplicò Bob, venendo fuori dalla cisterna. "Non succederà più. Ieri siamo stati un po' allegri."
"Ora vi dirò una cosa, amico mio", disse Scrooge. "Non intendo tollerare più a lungo questa razza di cose, e perciò", proseguì, balzando su dalla sedia e dando a Bob una tale spinta nel panciotto da farlo andare all'indietro barcollando dentro la cisterna, "e perciò mi propongo di aumentarvi lo stipendio."
Bob tremò e si avvicinò un po' più al righello. Ebbe per un momento l'idea dì servirsene per stordire Scrooge, e poi tenerlo fermo e chiedere alla gente della corte aiuto e una camicia di forza.
"Buon Natale, Bob!", disse Scrooge, con una serietà che non poteva essere fraintesa, battendogli sulle spalle. "Un Natale più buono, Bob, mio bravo figliolo, di quelli che vi ho dato per molti anni. Vi aumenterò lo stipendio e tenterò di assistere la vostra famiglia nelle sue difficoltà; e questo stesso pomeriggio discuteremo i vostri affari, seduti davanti a un bel punch natalizio fumante. Ravvivate il fuoco, Bob Cratchit, e comperatevi un'altra paletta per il carbone, prima di mettere il punto su un'altra i."

Scrooge fece più che mantenere la parola. Fece tutto quanto, e infinitamente di più: e per Tiny Tim, il quale non morì, fu un secondo padre. Divenne un amico, un padrone, un uomo così buono, come poteva mai averne conosciuto quella buona vecchia città, o qualunque altra buona vecchia città, borgata o villaggio di questo buon mondo. Alcuni ridevano, vedendo il suo cambiamento; ma egli era abbastanza saggio da sapere che su questo globo niente di buono è mai accaduto, di cui qualcuno non abbia riso al primo momento. E sapendo che in ogni modo la gente siffatta è cieca, pensò che non aveva nessuna importanza se strizzavano gli occhi in un sogghigno, come fanno gli ammalati di certe forme poco attraenti di malattie. Il suo cuore rideva e questo per lui era perfettamente sufficiente.
Non ebbe più rapporti con gli spiriti; ma visse sempre, d'allora in poi, sulla base di una totale astinenza; e di lui si disse sempre che se c'era un uomo che sapeva osservare bene il Natale, quell'uomo era lui. Possa questo esser detto veramente di noi, di noi tutti! E cosi, come osservò Tiny Tim, che Dio ci benedica, tutti!

December 06

TU...

E mi perdo a pensarti
teneramente sciolta
inconcludente
come tutte le ore
che mi separano da te
E mi adagio,
assonnata
sul tuo sogno che m'insegue,
indelebile è l'appartenenza
che mi dilania
E ti stringo di ricordi a venire
senza sosta,
per viverti due volte.
Ovunque ci sia respiro,
Tu....
December 05

Nei tuoi pensieri

Dolce vedermi riflessa nei tuoi pensieri...
nel tuo mondo,
nella tua anima...
e con le tue mani...
solo le tue...
toccare le nuvole...
Abbracciami
abbracciami forte, nel più assordante silenzio...
voglio sentire il tuo cuore battere con il mio.
Accarezzami il cuore.....
e baciami..
baciami ancora....
December 04

TI AMO

Mi perdo nel chiarore dei tuoi occhi, mi perdo nella sincerità del tuo cuore, mi perdo nella tua immaginazione e con il mio smarrimento ti dico... ti amo
November 25

MAI PIU'

 

La violenza sulle donne è una delle forme di violazione dei diritti umani più diffusa ed occulta nel mondo". Irene Khan, Segretaria Generale di Amnesty International

La violenza sulle donne è parte di una cultura globale che nega alle donne pari opportunità e pari diritti e legittima la violenta appropriazione del loro corpo per gratificazione individuale o scopi politici. Milioni di donne nel mondo sono terrorizzate da violenze domestiche, schiavizzate in matrimoni forzati, comprate e vendute per alimentare il mercato della prostituzione, violentate come trofei di guerra o torturate in stato di detenzione.

Donne comprate e vendute
La violenza domestica comprende tutti quegli abusi che avvengono in casa o nel contesto familiare. È la forma di violenza sulle donne più diffusa nel mondo. Donne di ogni classe sociale, razza, religione ed età subiscono terribili abusi da parte degli uomini con i quali condividono le loro vite. La violenza domestica rappresenta una violazione del diritto delle donne all'integrità fisica e psicologica e si manifesta in varie forme: abusi fisici e psicologici, atti di violenza o tortura, stupro coniugale, incesto, matrimoni forzati o prematuri, crimini d’onore. Almeno il 20% delle donne, a livello mondiale, ha subito abusi fisici e violenze sessuali.

"In nome dell’onore"
Donne e ragazze di ogni età vengono aggredite per motivi d’onore in paesi di ogni parte del mondo. I "crimini d'onore" includono la tortura, lo sfregio permanente del viso con acido, l'omicidio. Si registrano numerosi casi in paesi del Medio Oriente, dell’Asia meridionale e dell’America Latina. Stimare il fenomeno è tuttavia molto difficile poiché la maggior parte dei casi non vengono denunciati, sia per paura di ritorsioni, sia perché spesso le autorità tollerano o addirittura giustificano questi atti criminali. Nel 1999 in Pakistan più di 1.000 donne sono state vittime di "crimini d’onore", culminati in molti casi nell’omicidio. Fra i paesi più colpiti vi sono anche Bangladesh, Iraq, Giordania e Turchia.

Abusi e maltrattamenti sulle lavoratrici domestiche
In molti paesi le lavoratrici domestiche, generalmente di nazionalità straniera, sono maltrattate dai loro datori di lavoro. Molte di esse, derubate dei loro documenti, sono costrette a vivere in condizioni di lavoro forzato. Spesso si tratta di donne immigrate clandestinamente o vittime del traffico a scopo sessuale e che non hanno alcuna possibilità di tutela legale. Il fenomeno è gravissimo, ad esempio, in Arabia Saudita, dove usualmente le collaboratrici domestiche vivono in una condizione di prigionia, confinate e relegate nella casa in cui lavorano e in cui subiscono vari tipi di violenze.

Gli appelli della campagna
La mobilitazione dell'opinione pubblica può far cessare le violazioni dei diritti umani. Anche tu puoi far qualcosa: unisciti alle nostre campagne e aderisci agli appelli che Amnesty International sta promuovendo in questo momento. Firma anche tu... e fai firmare questi appelli!

E SE VOLETE SAPERNE DI PIU' ANDATE QUI

http://www.amnesty.it/campagne/donne/

Se c'è qualcuna di voi ha subito qualche violenza puo' liberamente parlare con me, non sono una psicologa, non sono  un poliziotto sono solo una ragazza che è stufa di seguire in tv storie di violenza sulle donne e sui bambini, comunque io dico solo una cosa solo parlarne si riesce ad affrontare le cose. ciao e un gran abbraccio ROMY.

November 22

un amore puro

L'amore nasce con il piacere di guardare
a vicenda,
si nutre della necessità  di vedersi,
si conclude con l'impossibilità
di separarsi.

CACYZ0I8CAQA90AWCAWPOU39CAHK7ERNCAWD6KS3CAFNTSZCCAK5210GCACIWIO0CAG920BFCAQVCUWVCAMXO42ACA9SFFQVCASE0XH2CATGXU1ACA2ZVEQBCA9W2PWCCAY3DV9FCAKWYTWLCARCNB98

November 19

L'emozione non ha voce

Io non so parlar d'amore
l'emozione non ha voce
e mi manca un pò il respiro
se ci sei c'è troppa luce
la mia anima si spande
come musica d'estate
poi la voglia sai mi prende
e si accende con i baci tuoi
Io con te sarò sincero
resterò quel che sono
Disonesto mai lo giuro
ma se tradisci non perdono
Ti sarò per sempre amico
pur geloso come sai
io lo so mi contraddico
ma preziosa sei tu per me
Fra le mie braccia dormirai serenamente
ed è importante questo sai
per sentirci pienamente noi
Un'altra vita mi darai
che io non conosco
la mia compagna tu sarai
fino a quando so che lo vorrai
Due caratteri diversi
prendon fuoco facilmente
ma divisi siamo persi
ci sentiamo quasi niente
Siamo due legati dentro
da un amore che ci da
la profonda convinzione
che nessuno ci dividerà 
Fra le mie braccia dormirai serenamente
ed è importante questo sai
per sentirci pienamente noi
Un'altra vita mi darai
che io non conosco
la mia compagna tu sarai
fino a quando lo vorrai
Noi vivremo come sai
solo di sincerità 
di amore e di fiducia
poi sarà  quel che sarà 
Fra le mie braccia dormirai serenamente
ed è importante questo sai
per sentirci pienamente noi
pienamente noi
pienamente noi

di adriano celentano

Una vita con te

 

La vita è bella
Quando sono con te
La vita non significa niente
Senza di te.

Tu mio amore,
Tu mio universo,
Tu che sei tutta la mia vita,
Tu che sei tutto per me.

Non smetterò mai di amarti,
Ti dono il mio cuore,
Ti dono la mia anima,
E tutto il mio amore.

La vita è bella
Quando sono con te
La vita non significa niente
Senza di te.

October 25

CIAO ALL'AMORE

Ho cercato il tuo viso tra le nuvole, l'ho cercato tra le stelle e le onde del mare, l'ho cercato tra i petali di una rosa bagnata dalla rugiada, ma mancava sempre qualche particolare... e allora ho chiuso gli occhi... è l'ho visto così perfetto come sempre... e ho sentito quel brivido che mi fa capire che senza te amore non potrei vivere!!!

October 18

Tu ed io

Una goccia del tuo profumo basta a riempire la mia casa. Un po' del tuo amore basta a riempire la mia vita